RUSTICO LOVALD

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Rustico Lovald

A 500 m dal paese di Prato si trova il Rustico Lovald. Questa graziosa costruzione è stata completamente riattata nel 1995. Situata vicina al bosco e al fiume, è raggiungibile con la macchina. Si tratta di un rustico di 2 locali e ½ di 63 m².

Al primo piano si trovano una moderna cucina con frigo a gas e stufa a legna. Oltre al tavolo con sedie c’è pure un divano-letto che, in caso di visite, si può utilizzare. Sopra la cucina si trova una mansarda con due posti-letto.

Al pian terreno c’è la camera con letto matrimoniale e un letto a castello. Sullo stesso piano si trova la doccia.

All’esterno posteggio, grill e tavolo in granito con panchine.

Il prezzo d’affitto giornaliero è di fr. 90.-- (esclusa tassa di soggiorno), più fr. 100.-- per la pulizia finale e il lavaggio della biancheria da letto.



Prato-Sornico

Fiume

Alle porte di Locarno si apre una valle meravigliosa che il solo percorrerla è già di per sé stesso coinvolgente: la Valle Maggia, che sfocia poi, più a nord, nella Valle Lavizzara.

Dopo aver percorso 37 km da Ponte Brolla si arriva a Prato-Sornico (742 m s/m).

Nei secoli scorsi questo paesello ebbe un’importanza civile e religiosa particolare se si pensa che la sua chiesa, antecedente al tredicesimo secolo, e fino al diciassettesimo, fu l’unica parrocchiale della Val Lavizzara quando la Comunità si staccò dal resto della Valle Maggia. Prato Sornico divenne così il capoluogo, rimanendo tale durante il periodo dei baliaggi ( periodo in cui certi comuni erano “paesi soggetti” governati da un insieme di cantoni confederati che rappresentavano il quarto elemento politico-territoriale della vecchia Confederazione, accanto ai 13 Cantoni allora esistenti, ai paesi alleati e ai protettorati).

A Sornico si può ancora ammirare il palazzo della Giudicatura, la cui parte antica sembra risalga al XV secolo. L’edificio comprende, al pian terreno le prigioni, oggi non più, per fortuna, utilizzate e sulla facciata ovest, accanto alla scalinata che porta alla chiesa, è posta la gogna: un collare di ferro che veniva applicato al collo dei rei di qualche misfatto, che li forzava a stare in piedi su di una piccola sporgenza, incatenati al muro, alla vista di tutta la popolazione. A partire dal 1513 e fino al 1798 fu questa la sede del Landfogto (funzionario investito nel periodo dei baliaggi). Sulla facciata del palazzo sono ancora visibili e ben conservati gli stemmi dei Cantoni sovrani che portano la data del 1621.

Arrivando a Prato si è colpiti dalla maestosità delle grandi case borghesi risalenti ai secoli XVII e XVIII che costituiscono il nucleo compatto del paese. Queste lussuose costruzioni sono fortunatamente rimaste tali anche dopo le ristrutturazioni degli ultimi decenni. Guardando queste dimore non si può che correre indietro nel tempo e pensare quanti e quali commerci giravano attorno a questo paesino per garantire un così alto grado di signorilità, bellezza e dovizia di interventi esterni e interni.

Stemmi, decorazioni, affreschi, accompagnano il visitatore attraverso le viuzze lastricate in pietra e ciottoli, esattamente come nei tempi andati. Il mantenimento e la conservazione di tutto ciò fa sicuramente onore agli abitanti di questa valle. Oltrepassando il ponte, ci si addentra, a destra della piazza, nel villaggio tra vicoli suggestivi e si è attirati dalle decorazioni con graffiti alle finestre e dal finto bugnato, nonché dalle armi delle famiglie patrizie dipinte sulle facciate (Mignami, Poncetta, Berna, Guidini, Medici). Dalla piazzetta antistante la chiesa (dedicata ai santi Fabiano e Sebastiano e consacrata nel 1487), al centro del nucleo, si dipartono quattro vicoli. Occorre seguire il principale, sulla sinistra , per incontrare, subito dopo la chiesa e sempre sulla sinistra, la casa Berna nella quale è conservata l'antica biblioteca dell'omonima famiglia e la cappella privata. Sulla facciata spicca lo splendido balcone con la pregiata ringhiera di ferro battuto il cui medaglione centrale riporta l'arma della famiglia.

Fatta questa breve introduzione per presentare il paese di Prato-Sornico se si fanno due passi si arriva nella campagna del villaggio. Qui troviamo acque smeraldine, cascinali spersi nel nulla della natura, antiche torbe che mai potrebbero sembrare in disuso, case che, anche se sparse nel bosco, possono avere sulle facciate affreschi di pregevole fattura. Viene spontaneo pensare che chi viveva qui nei tempi passati amava molto l’arte.